Ricette Improprie


giovedì, luglio 22, 2004
 

La piarsolade*

Ingradienti:
Pesche e peschenoci di media grandezza in quantità a piacere;
Poco zucchero a piacere;
Un bicchiere di vino bianco per frutto circa (consigliato: Tocaj del collio. Ma va bene anche un buon Sauvignon).

Preparazione:
Tagliate le pesche a pezzetti in un grande recipiente (l'ideale è un secchio da raccolta dei pomodori) (è ovvio, però, che se avete solo due pesche vi conviene una terrinetta) e spolverate con poco zucchero. Innaffiatele, quindi, col vino bianco e mescolate ben bene. Mettete in frigo fino al momento di servire e quindi gustatevi questa specialità friulana.
Ideale d'estate, anche per solenni sbornie.

*Il termine piarsolade è intraducibile in Italiano, in quanto la cosa che più gli assomiglia (pescata) rimanda a significati ittici.









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| 21:23 | commenti (10)

sabato, luglio 10, 2004
 

Post informativo - la brovada

La brovada è una specialità friulana: rape macerate nelle vinacce di uva rossa, che danno alla verdura un tipico sapore acidulo. Viene usata soprattutto come contorno robusto per la carne di maiale (l'abbinamento ideale della brovada è col musett, o cotechino, epotrete trovare questa gustosa ricetta in uno dei prossimi numeri).

La preparazione:
In un tino di legno, si alternano uno strato di vinacce d'uva rossa e uno di rape bianche, riempendolo fino ai tre quarti e facendo attenzione affinché il primo e l'ultimo strato sia sempre di vinacce. In seguito, bisogna aggiungere dell'acqua fino a sommergere il preparato, e coprire il tutto con un coperchio di legno tenuto abbassato da appositi pesi. Il composto dev'essere tenuto in fermentazione per circa un mese, a temperatura ideale (meglio in cantina, anche perché l'odore che ne proviene è nauseabondo) e dev'essere mescolato costantemente.
Ultimata la fermentazione, e tolte le rape dalle vinacce, bisogna pelarle, grattuggiarle a scaglie e provvedere ad un'adeguata conservazione.

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| 20:14 | commenti (5)

lunedì, giugno 21, 2004
 
Salame con l'aceto

Ingredienti:
un salame medio di porco Friulano*;
olio d'oliva;
aceto bianco;

Preparazione:
Tagliate qualche grossa fetta (spessore ideale: 80 mm) dal vostro salame friulano doc, che avete conservato appeso nella cantina.
Versate sul fondo di una padella antiaderente un po' d'olio di oliva (la quantità dell'olio, come quella delle fette di salame, dipende da quanto siete resistenti di stomaco) e fatelo scaldare, quindi buttateci dentro le fette di salame. Giratele un paio di volte finchè non si roseranno da entrambi i lati.
A questo punto, versate nella padella una spruzzata di aceto bianco e farlo evaporare per un po', in modo che il salame s'insaporisca bene.
Servite ben caldo.


Questo è un piatto molto amato da tutti i Friulani (e anche dai Giuliani) nelle fredde sere d'inverno. Mi rendo conto che postare questa ricetta d'estate è un po' fuori luogo, ma potete sempre tenerla in serbo per la stagione ventura. Unico avvertimento: attenzione alle indigestioni!

*in mancanza di porco friulano, assolutamente vietati sono: il salame Milano, quello Ungherese, la salsiccetta piccante calabrese e la soppressata.


















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| 16:21 | commenti (4)

venerdì, maggio 28, 2004
 
Fortaje cun urtizzons (frittata con cime di luppolo)

Ingredienti:
1 mazzetto di asparagi selvatici;
2 uova;
sale q.b.

Reperimento degli ingredienti:
Uova: andate nel cortile di un contadino. Immedesimatevi in una gallina e pensate in quale (caldo e confortevole) luogo a voi piacerebbe deporre un uovo. Lì lo troverete.
Asparagi selvatici: si trovano in grandissima quantità agli orli dei fossi, tra i resti delle cascine abbandonate, al limitare dei boschi.
Sale: se non avete voglia di estrarlo mediante evaporazione di acqua marina, potete trovarlo al supermercato.

Preparazione:
Pulite gli asparagi e selezionate le punte (la parte più tenera), poi fatele un po' appassire nell'olio della padella. A parte salate e sbattete le uova. Versate il composto nella padella e fate solidificare, facendo ben attenzione, quando girerete la frittata al salto, a non farla spiaccicare sul soffitto.













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| 19:43 | commenti (12)

martedì, maggio 25, 2004
 

Ricette improprie non è un blog fantasma!

Adiastematica sta raccogliendo tante altre buone ricettine, friulane e non. Prossimamente su queste reti: frittata con gli urtizzons! (oppure, se non mi va, anche qualcos'altro, boh, vediamo)

(sì, ok, ho postato solo perché avevo paura che altrimenti splinder mi chiudesse il blog in malo modo)

 


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| 15:53 | commenti (3)

venerdì, marzo 26, 2004
 

Lo strucul (strudel alla friulana*)

Ingredienti per la pasta:
2 uova;
2 cucchiai grandi di zucchero;
2 cucchiai grandi di olio d'oliva;
un pizzico di sale;
la buccia grattuggiata di 1/2 limone;
un goccio di liquore;
2 cucchiaini da tè (scarsi) di lievito;
farina q.b.;

Ingredienti per il ripieno;
4 mele di media grandezza;
125 g circa di uva passa;
50 g circa di pinoli;
1 cucchiaio di zucchero;
una spruzzata di cannella in polvere;

Preparazione:
Sbucciate le mele, tagliatele a dadini e mettetele a bollire in un tegame con un cucchiaio di zucchero, mescolando di tanto in tanto per non farle attaccare. A parte mettete a mollo l'uva passa in un pentolino pieno d'acqua per farla ammorbidire e lavarla da tutte le schifezze che ci sono sempre attaccate. Quando le mele saranno diventate morbide, toglietele dal fuoco e unitevi l'uvetta scolata e i pinoli con una spruzzata di cannella in quantità a piacere.

Nel frattempo potete procedere con la pasta. Togliete un albume da una delle due uova e mettetelo da parte. In una ciotola, sbattete con la frusta i due tuorli e l'albume rimasto assieme allo zucchero e al pizzico di sale. Quindi aggiungete l'olio, un goccio di liquore e la buccia grattuggiata del limone. Una volta ammalgamati bene tutti questi ingredienti, iniziate ad aggiungere la farina a poco a poco, mescolando sempre con un cucchiaio per farla assorbire dal composto. Quando la pasta sarà diventata piuttosto dura da mescolare, ma non ancora troppo solida da poterla impastare con le mani, aggiungete l'ultima dose di farina alla quale avrete unito i due cucchiaini di lievito: è molto importante aggiungere il lievito quasi alla fine, perché il processo di lievitazione non inizi troppo presto rendendo difficilissima la stesura della pasta.
Finite di impastare con le mani su un piano liscio e stendete la pasta con il matarello formando una sfoglia vagamente rettangolare la cui lunghezza dev'essere circa pari al doppio della sua larghezza. Non dev'essere troppo sottile, altrimenti si rompe, ma nemmeno troppo grossa, altrimenti non si cuoce (circa 2-3 mm, a occhio).
A questo punto versate il ripieno sulla sfoglia ottenuta e stendetelo con rapidità su tutta la superficie lasciando solo un po' di spazio in prossimità dei bordi di chiusura: dovete procedere velocemente per evitare che il ripieno squagli la pasta e la faccia rompere.
Una volta steso il ripieno prendete un lembo dello strudel e arrotolatelo fino a formare un panetto rettangolare. Chiudete per bene con le dita tutte le aperture rimaste, nonchè le due estremità. Sollevate il panetto con entrambe le mani facendo attenzione a non romperlo e ribaltatelo in una teglia da forno precedentemente imburrata (oppure anche su un ripiano con la carta da forno). E adesso potete anche tirare un sospiro di sollievo perché lo strudel non si è spappolato!
Per finire sbattete un po' con una forchetta l'albume che avevate lasciato da parte all'inizio e dopo averlo reso schiumoso (attenzione: non montato, schiumoso!) spennellate tutta la superficie dello strudel con l'albume: ciò contribuirà a sigillare meglio le chiusure e a dargli lucentezza a fine cottura.
Infornate in forno già caldo a 180° per circa tre quarti d'ora, controllando la cottura dello strato superficiale con il solito vecchio metodo dello stecchino. Il mio consiglio è di bucherellarlo in prossmità del culetto, dove la pasta è più grossa, perché se lo bucherellate al centro rischiate di inserire lo stecchino nel ripieno e di estrarlo ovviamente umido, senza riuscire a capire a cosa sia dovuta tale umidità.

*ricetta originale della nonna di Adiastematica.





























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| 18:01 | commenti (6)

lunedì, marzo 08, 2004
 

Il frico

Il frico alle patate è il piatto friulano tipico per eccellenza, di tradizione antichissima. La sua preparazione é un po' lunga, ma piuttosto facile. Volendo può essere mangiato intero come piatto completo, ma é molto pesante, quindi il mio consiglio è di tagliarlo a fette e mangiarlo un po' alla volta (o dividerlo tra più persone).
Oggi videscriverò la ricetta tipica e più diffusa, ma tenete conto del fatto che del frico esistono tantissime varianti di cui magari proporrò la ricetta in post futuri.

Ingredienti:
4 patate medio-piccole;
1/2 cipolla;
1 etto (circa) di formaggio montasio a stagionatura media*;
1 cucchiaio d'olio d'oliva**;
sale q.b.
(se piace) noce moscata q.b.

Preparazione:
Prima di iniziare il lavoro di cottura, sbucciate le patate e tagliatele a fette molto sottili. Poi tagliate il formaggio a pezzi piccoli e tenetelo da parte, vi servirà dopo.
Preparate un trito fine di cipolla e fatelo rosolare nell'olio in una teglia antiaderente. Una volta dorata la cipolla, buttate le patate affettate, salatele e se piace grattuggiare un po' di noce moscata. Fatele cuocere a fuoco lento girando e mescolando per bene finché non avranno assunto una consistenza tenera. A questo punto se sarà avanzato dell'olio scolatelo via dalla padella.
Buttate sulle patate calde il formaggio e fate cuocere a fuoco medio finchè il formaggio non si sarà ben sciolto e avrà formato una specie di composto tenero ammalgamandosi con le patate stesse. Abbassate il fuoco e continuate a cuocere senza mescolare, ma girando ogni tanto la tortina che si sarà formata come se fosse una frittata, con l'aiuto di un piatto o di un coperchio.
Quando (dopo circa 20 minuti/mezz'ora) avrà assunto un colore arrostito e una consistenza croccante, togliete dal fuoco e servite caldo.

Note:
*al formaggio Montasio, si può sostituire un qualsiasi formaggio latteria a stagionatura media;
**originariamente veniva cucinato nello strutto. Molti usano cuocere le patate nel burro per renderlo più saporito, ma vista la già notevole pesantezza del piatto, è meglio usare un buon extravergine.





















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| 15:02 | commenti (12)

sabato, marzo 06, 2004
 

L'angolo degli imbranati - piselli e pancetta

Ingredienti da usare:
una scatoletta di piselli precotti o surgelati
una confezione di pancetta a dadini
un cucchiaio d'olio d'oliva
mezza cipolla
sale q.b.
pepe nero q.b. o in alternativa peperoncino q.b.

Ingredienti da non usare mai (soprattutto insieme):
Ketchup
Rosmarino
Cetriolini sott'aceto

Preparazione:
Far dorare la cipolla nell'olio. Svuotare la confezione di pancetta a dadini e farla rosare. Aprire la scatola di piselli e buttarceli tutti dentro. Aggiungere sale e pepe nero. Mescolare con cura evitando che i piselli vadano in pappa.
Questo preparato può essere servito come contorno o lo si può usare per condire la pasta.


















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| 15:25 | commenti (22)

venerdì, marzo 05, 2004
 

Post informativo- Il prosciutto friulano

Dalle Alpi del Friuli Venezia Giulia arrivano molti saporitissimi prosciutti di fama nazionale. Tra essi non possiamo dimenticare il noto San Daniele e il meno noto (ma non per questo meno buono) Sauris.

San Daniele è una bellissima cittadina sita nelle prealpi friulane, in provincia di Udine, con una tradizione millenaria (fatta risalire addirittura ai Celti) di produzione di crudo: data la sua posizione infatti gode di una condizione climatica che risulta essere particolarmente adatta per la stagionatura di questo salume. Per questi motivi il San Daniele è uno dei più pregiati prosciutti italiani. La forma della coscia è caratteristica ed inconfondibile per la presenza dello zampino. Il sapore è dolce, buono soprattutto nella stagionatura fresca di 12 mesi, tenero e rosato. Se piace un prosciutto dal sapore più robusto esistono ovviamente anche le versioni più stagionate.
Ma il mio consiglio, in questo caso, è quello di assaggiare il Sauris. L'omonima cittadina, situata in alta montagna, è famosa soprattutto per il prosciutto affumicato. Il sapore è decisamente più rustico e salato, il colore rosso intenso, e la sua stagionatura tipica è di 12 mesi.
Vi sono altre località più o meno note per proscitti con caratteristiche variegate, e tra le tante vorrei ricordare la cittadina di Cormons, sul Collio, solitamente più ricordata per i vini. In essa risiede un piccolo produttore i cui prosciutti sono rinomati in tutti i principali ristoranti d'Italia, nonostante siano per lo più sconosciuti alla grande consumazione al di fuori della provincia di Gorizia.
E a proposito di Gorizia, non si può dimenticare la tradizione di questa provincia nella preparazione del famoso prosciutto cotto nel pane, legata soprattutto al periodo pasquale, che viene servito solitamente appena sfornato, con la crosta, a volte aromatizzato con poche spezie.




cucinato da adiastematica
| 11:36 | commenti (11)

mercoledì, marzo 03, 2004
 

Il brustulat* (stracciatella)

Ingredienti:
1 cucchiaio abbondante d'olio d'oliva (circa)
1 cucchiaio stracolmo di farina
1 pentolino d'acqua calda
1 uovo
Sale q.b.

Preparazione:
In una padella scaldate l'olio d'oliva ben mescolato alla farina finchè la pappetta non avrà asunto un colore bruno e avrà la tendenza a staccarsi dal fondo (ci vuole un po', abbiate pazienza). Nel frattempo, in un pentolino a parte, fate scaldare l'acqua. Fate raffreddare un po' il composto bruciacchiato di olio e farina, e unite l'acqua riscaldata diluendo a piacere (ad alcuni piace più denso, ad altri più liquido). Mescolate per qualche minuto tenendo il fuoco non troppo basso, ma nemmeno troppo vivace e salate per bene. Unite a questo punto l'uovo che avrete precedentemente sbattuto in un piatto e fatelo rapprendere per bene nell'acqua.
Servite in piatti fondi.

Glossario:
*Brustulat: significa bruciacchiato. In altre zone d'italia viene chiamata stracciatella: è, come avrete visto, un brodo a base di ingredienti poveri (olio, farina, uovo). Il caratteristico sapore di fondo vagamente bruciacchiato, rende il piatto odioso ai più. Quindi non venite a lamentarvi se non vi piace. Per la cronaca: io l'adoro.













cucinato da adiastematica
| 13:33 | commenti (17)

Adiastematica:
Ricette dal Friuli Venezia Giulia, l'estremo nord-est italiano


-->Altre ricette<--
La piarsolade (macedonia di pesche)
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Strudel alla friulana
Frico con patate
Brustulât (stracciatella)
Pasta con la marcundela

Speciale: il prosciutto friulano
Speciale: la brovada



Il mio primo blog:
Notazione impropria

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Le ricette al ketchup di Maladoror
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Le ricette partenopee di Robespierre
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